> Puoi trovare le foto della mia cassa 2x12 nel mio sito www.marcofanton.it
> funziona perfettamente, non ha alcun problema è leggerissima e non mi fa
> rimpiangere la 4x12 Bogner.
> il multistrato lo consiglio per questioni di peso, economicamente è più
> costoso ma parliamo di una spesa complessiva di legno di circa 25-30 euro.

c'è multistrato e multistrato e c'è MDF e MDF..... innanzitutto il multistrato da 15 mm normalmente utilizzato da Marshall e altri nella costruzione dei cabinet (e che ha usato anche MarcoF, credo) è quello in BETULLA. è durissimo e pesantissimo. calcola che un metroquadrato di betulla di 15 mm pesa quasi il DOPPIO del ben più comune e diffuso multistrato in pioppo! raramente viene utilizzato multistrato migliore del betulla, spessissimo invece si adoperano varie qualità di truciolari generalmente fenolici molto validi non ostante l' apparenza.
ho curiosato in passato dentro casse hi-fi professionali di altissima qualità ( roba da 20 milioni di lire alla coppia) tipo Altec Urei JBL e via discorrendo, e ho sempre trovato il truciolare, talvolta impiallacciato con essenze pregiate a fini estetici, talvolta solo verniciato con prodotti antigraffio, ma con spessori intorno ai 24 mm. e cmq dal peso non proibitivo in rapporto al resto.
in effetti in hi-fi, si ricerca sempre la massima rigidità dell' insieme. nel modno della chitarra ci si accontenta molto di più anzi, c'è qualche corrente di pensiero che sostiene che il legno debba essere molto elastico, in maniera da enfatizzare qualche misteriosa frequenza...
un bellissimo multistrato molto robusto che consiglierei di provare, e che so che alcuni costruttori hanno gia adottato è l' OKUME', un fenolico talmente bello che è un peccato verniciarlo, è quello con gli strati bianco/ marrone bellissimi che fanno tanto arredamento hi-tech e consentono di risparmiare sul tolex......:)
per quanto riguarda l' MDF invece, bisogna considerare che ne esistono 3 tipi fondamentali:
il normale, il light e l' extralight.
io ho costruito una 2x12 con il normale di 18 mm e garantisco che è una vera galera, più pesante della 4x12 in betulla che gia è pesantuccia.... infatti poi mi sono informato presso qualche costruttore e mi hanno confermato che usano l' extra light, che sebbene piu costoso (ma di poco) è sensibilmente piu leggero e ugualmente performante, solo che normalmente dai falegnami non lo si trova, bisogna rivolgersi ai grossisti che ti vendono fogli lunghi 6 metri.......;-)
concludendo, non esiste un legno migliore in assoluto per un cabinet, oppure se esiste, la differenza non è estremamente evidente. la minor rigidità di un prodotto super economico la si impatta facilmente aumentando la sezione oppure creando croci di rinforzo con righetti di legno 4x4 mantenendo lo stesso la convenienza economica: una delle mie 4x12 costruita in miserabile truciolare da 12 mm con i suoi bei rinforzi in abete edile :-) funziona perfettamente......

> i tempi cambiano i materiali cambiano e il suono migliora dai siamo
> obiettivi!

ok allora buttiamo via tutti gli ampli e gli strumenti vintage, quelli nuovi sono sicuramente meglio!
non credo proprio che una cassa marshall degli anni 60 suoni peggio di una attuale...... lo stesso dicasi dei coni: non credo che gli attuali greenback o vintage30 siano meglio degli originali dell' epoca... e così via per tanti altri particolari: potenziometri, valvole, condensatori ecc. non sono un accanito sostenitore del vintage, ma è risaputo che nonostante gli sforzi certe cose come le facevano una volta nessuno sia piu in grado di farle. anche nell' hi.fi, terreno in cui la modernità assoluta dovrebbe farla da padrone, l' evoluzione segna il passo ormai da decenni: non si contano i puristi e gli appassionati che vanno alla ricerca di vecchi amplificatori, anche a transistor, fuori produzione da ventanni almeno come i vecchi marantz..... (per non parlare dei mcintosh). per un motivo o per l' altro anche nell' hi-fi la roba vecchia non sfigura nei confronti della nuova, anzi! sta per tornare di moda il vinile! più caldo, più vivo, meno asettico del cd......

> i combo hanno la cassa open back!!! cioè aperta dietro, e
> l'apertura serve per cancellare certe frequenze e incattivirne altre con
> l'effetto barattolo (forse si dice talkbox ma non credo) non è casuale ha
> una funzione acustica precisa.

ma chi te l' ha detta sta storia?
quando sono nati i primi combo non c'era alcun studio sensato sull' acustica in questa direzione.
le casse erano aperte dietro perchè gli ampli erano normalmente tenuti davanti ai musicisti in direzione del pubblico, e l' apertura posteriore fungeva da spia per il chitarrista...!
la progettazione di una cassa per chitarra è una cosa relativamente semplice, non ci sono problemi invalicabili o misteriosi legati all' acustica . se tu compri un foglio di betulla nel formato commerciale e ci fai sopra uno studio di ottimizzazione degli sfridi, cioè cerchi di utilizzarlo al meglio, senza scarti, per la costruzione di una 4 x 12, sai cosa ti risulta? una cassa marshall ( o di qualsiasi altra marca) le dimensioni che da sempre identificano la 4x12 sono esclusivamente dovute all' ottimizzazione industriale dei costi e non a ricerche acustiche.
fattene una ragione, è così. e se non ne sei convinto, costruisciti una 4x12 10 cm piu grande ed una 10 cm più piccola ed ascoltale ad occhi chiusi: ti offro la cena se le riconosci una dall' altra:-)))

> ieri sono andato sul sito della mesa e ho notato che hanno 2 formati
> di 4 x 12 ", la standard ( piu grande ) e la traditional ( stesse
> misure delle marshall e tante altre ) e il primo tipo è osannato per
> la corposità e la quantità di bassi in piu.
> è tutta la solita bufala ? l'effetto è piu psicologico che altro a
> parte il peso spietato di 50 e rotti chili ?
>
> se veramente è come dici ne deduco che non varrebbe la pena spenderci
> un centesimo in piu.....

non ho mai sentito la cassa mesa maggiorata, almeno credo. la traditional non mi ha stupito.
è ovvio che a parità di coni , casse con dimensioni rilevantemente differenti hanno un suono diverso, tutto sta nello stabilire un metro di misura comune: c'è chi semplicemente cambiando marca di corde avverte differenze tangibili, io invece considerazioni a questo livello le ritengo decisamente trascurabili. le prove con le casse piu grandi e piu piccole le ho fatte realmente e a voler essere pignoli probabilmente una qualche piccola differenza con un analisi accurata la si potrebbe anche riscontrare, ma ad un livello tale che scompare se la prova non è fatta diretta fianco a fianco fra le due casse: sostanzialmente suonano in maniera estremamente simile ed equivalente al punto da convincere la stragrande maggioranza dei produttori a trascurare una seria ricerca sul possibile sviluppo acustico delle dimensioni delle casse.
certo che se un costruttore nel progettare due diversi cabinet studia ogni piu piccolo particolare oltre alle dimensioni, come per es il materiale, la direzione dei coni, la trama della tela, fori, condotti, labirinti e magari anche qualche diavoleria interna per differenziarne la resa, è credibile che queste due casse suonino diversamente. mediamente le casse e i coni da chitarra hanno una risposta di frequenza molto meno estesa di quelle hi-fi, ed è anche per questo motivo che le soluzioni che normalmente ne influenzano pesantemente la resa hanno poco successo in ambito chitarristico.
rimane cmq tutto in ambito opinabile o cmq molto personale, secondo me: c'è chi sente la differenza fra due diverse marche di pile all' interno del pedalino e chi non distingue una strato da un les paul.
in mezzo a questi due estremi ci può stare qualsiasi opinione. la mia è che in una cassa da chitarra conta molto di piu il cono che non la qualità o la dimensione dei legni.

> Un cono celestion vintage 30, usando una cassa chiusa, di quanti litri
> necessità per rendere al meglio ?
non lo so, bisognerebbe veramente perdere molto tempo e spendere parecchi soldi per fare personalmente queste prove. la teoria al riguardo non è molto precisa, anzi, direi non è molto esigente: un qualsiasi volume compreso fra i 40 e gli 80 litri va sempre bene, a patto che il cabinet non abbia una delle 3 dimensioni fondamentali superiore di 3 volte alla minore delle altre due. in pratica tutte le dimensioni e/o volumi compresi fra 1/4 e 1/2 di una 4x12 sono in grado di offrire una resa quasi sempre ottimale o molto soddisfacente, se si considera che la soluzione perfetta non c'è, ma è sempre questione di gusti. poi ci sono molte astuzie che possono concorrere a plasmare il suono della cassa: legno, spessori, tipo di costruzione, presenza di fonoassorbenti all' interno e così via. persino il tolex "attufa" un attimo le frequenze piu alte. fino ad arrivare al discorso del "porting": creare qualche apertura studiata nel baffle dopo varie prove ci potrebbe permettere di delineare con precisione certe frequenze mediobasse che potrebbero piacerci piu di altre. è in fondo il concetto di bass reflex, che fra l' altro ha in comune con la open back il fatto di intervenire sulla resa degli altoparlanti a discapito, SEMPRE, delle frequenze piu basse.
> Viceversa, come suonerebbe in una cassa aperta posteriormente (totalmente
> o parzialmente) ?
suonerebbe sempre bene, ovviamente. imho è troppo un ottimo cono, con una equalizzazione sua che si presta ad adattarsi ad ogni genere musicale in maniera soddisfacente per l' orecchio del "rocker". intendo dire che per qualche jazzista intransigente o fondamentalista potrebbe esistere qualcosa di meglio, ma per un rockeggiante come me e FORSE te e molti altri qui è sicuramente un punto fermo che ci permette di pensare ad altre cose considerando la questione "coni" gia risolta. certo in una situazione open back la resa sarebbe un po' diversa dalla solita, ma qualsiasi cono suona diverso in questo contesto. l 'open back crea una sorta di effetto surrounding, che nelle casse chiuse non esiste. il suono si diffonde in tutte le direzioni, ed arrivando all' orecchio contemporaneamente da piu parti, è soggetto anche a qualche, piccola, cancellazione di fase. problema questo a cui le frequenze, piu sono basse, piu sono sensibili. la tecnica costruttiva anche qui ha una qualche sua influenza: pareti rigide o elastiche, un baffler spesso o sottile intervengono in qualche modo, non so però quanto preponderante, a incrementare certe frequenze. si potrebbero fare tante prove, vari spessori, materiali ecc.. ed alla fine credo che i risultati, se pur tangibili, non sarebbero così eclatanti. nel senso che si una qualche variazione la si percepisce, ma un leone rimane sempre un leone, e un canarino un canarino. pretendere che un canarino ruggisca solo perchè si è cambiato il materiale con cui è costruita la gabbia, a molti piace crederlo.
conta di piu cambiare il canarino;)

peps

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